Panic selling su Borsa Italiana oggi: azioni delle banche crollano, meglio vendere?

Panic selling su Borsa Italiana oggi: azioni delle banche crollano, meglio vendere?
© Shutterstock

Le azioni delle banche sprofondano sul Ftse Mib oggi a causa del nuovo allargamento dello spread Btp Bund

CONDIVIDI

Finale di Ottava incandescende per Borsa Italiana. Dopo una mattimata tutto sommato tranquilla, o comunque non negativa, il Ftse Mib ha velocemente allargato le perdite a causa delle forti vendite sulle azioni delle banche. Come hanno messo in evidenza alcuni operatori è in corso un vero e proprio sell-off sulle azioni delle banche italiane. Nell'elenco delle peggiori azioni di oggi, infatti, figurano tutti i titoli del settore bancario. Il panic selling manda a picco le azioni Banco BPM (-7,7% a 2,39 euro), quelle di FinecoBank (-5,05% a 8,7 euro) e ancora le Intesa Sanpaolo e le UBI Banca. I segni positivi sul Ftse Mib non mancano ma il peso dei segni rossi è preponderante. Il panico si è diffuso nel primo pomeriggio quando si sono venute a creare le condizioni per una vera e propria fuga dalle azioni delle banche. Il responsabile di quanto avvenuto in poche ore su Borsa Italiana è lo spread Btp Bund ossia il differenziale tra il rendimento del decennale italiano e quello del pari titolo tedesco. Questo indicatore è volato fino a 216 punti base per poi ripiegare a 210 pb comunque l'8% in più rispetto a ieri. Il rendimento del decennale italiano ha raggiunto il 2,55%, livello massimo da ottobre 2014 mentre quello del Bund tedesco è precipitato allo 0,4%. Gli investitori, quindi, stanno cambiando velocemente le loro scelte e comprano titoli di Stato tedeschi a causa dell'aumento dell'avversione al rischio.

E' molto probabile che, in assenza di novità sulla formazione del governo Lega - 5 Stelle, la tensione sui titoli di stato italiani continui a restare molto alta soprattutto per quello che riguarda le scadenza più basse. 

Il panic selling che si abbatte sulle azioni delle banche potrebbe ridursi solo se venisse meno l'impressione che oggi in tanti anni in merito all'inevitabile allungamento dei tempi per formazione del governo Conte. A rallentare l'iter sono le forti opposizioni del Quirinale sulla scelta di alcuni ministri chiave come quello dell'Economia. Salvini e Di Maio insistono sulla nomina di Paolo Savona ma è evidente che sul noto economista ci siano dei forti veti sia da parte interna che da parte europea. 

Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Miglior Broker Consigliato

etoro