Perchè FCA è crollata ieri? Azioni Fiat Chrsyler e possibile rimbalzo su Borsa Italiana oggi

Perchè FCA è crollata ieri? Azioni Fiat Chrsyler e possibile rimbalzo su Borsa Italiana oggi
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Il valore delle azioni Fiat Chrysler Automobiles ha perso nella seduta di ieri il 15,5% e ora Ferrari vale più di FCA

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La seduta di ieri è stata negativa sotto molti punti di vista per il titolo Fiat Chrysler Automobiles. Il valore delle azioni FCA è precipitato del 15,5% su quota 13,99 euro. Per la prima volta dopo tanto tempo, quindi, la quotazione FCA è scesa sotto al muro dei 14 euro per azione. Per ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto su Borsa Italiana ieri, è necessario andare a guardare al grafico intraday per poter catturare così l'esatto momento in cui la situazione tecnica ha iniziato a deteriorarsi. Questo comportamento è necessario per poter rispondere alla prima domanda oggetto di questo post: perchè le azioni FCA sono crollate in borsa ieri? A sua volta chiarire questo interrogativo diventa essenziale per capire se la quotazione FCA rimbalzerà su Borsa Italiana oggi oppure no. Dal punto di vista tecnico e prima ancora logico, dopo un crollo come quello che Fiat Chrysler Automobiles ha rimediato nella seduta di ieri, sarebbe naturale ipotizzare per oggi un rimbalzo. 

Crollo FCA Borsa Italiana le ragioni

Nella seduta di ieri c'è stato un momento ben preciso in cui la corsa a vendere azioni FCA si è intensificata diventando quasi un esodo. Il sell-off che ha determinato il crollo del valore di Fiat Chrsyler Automobiles è scattato nel momento in cui sono stati pubblicati i risultato del secondo trimestre. Prima della pubblicazione dei conti trimestrali, comunque, la quotazione FCA non era assolutamente in rialzo anche perchè le stesse previsioni sulla trimestrale Fiat Chrysler non erano particolarmente brillanti. Il ribasso di FCA già prima della pubblicazione dei conti del secondo trimestre era dovuto al nervosismo causato dalla terribile notizie della morte dell'ex amministratore delegato Sergio Marchionne. La scomparsa del manager che ha permesso alla vecchia e disastrata Fiat di salvarsi, però, può essere intesa solo una una aggravante. Le ragioni del crollo delle azioni FCA sono da ricercarsi quasi esclusivamente in alcuni aspetti della trimestrali. In particolare gli investitori non hanno apprezzato i risultati ottenuti dal Lingotto per quello che riguarda gli utili e l'Ebit. Che sarebbe stato un trimestre duro lo sapeva anche Marchionne ha affermato il nuovo CEO di FCA Manley ma ovviamente questa specifica non è bastata a tranquillizzare i mercati. 

Gli investitori, infatti, sono rimasti delusi anche per le stime che FCA ha forniti sull'intero esercizio 2018. Il taglio delle previsioni su ricavi ed Ebit non ha convinto. L'impatto negativo determinato dalla delusione per le stime ha di fatto portato a far passare in secondo piano la pur importante conferma delle previsioni del piano industriale al 2020 approvato a inizio giugno e l'azzeramento del debito (uno degli obiettivi, questo, della strategia operativa di Sergio Marchionne).

Non solo numeri e variazioni, comunque, perchè il crollo di FCA ieri è stato causato anche dalle prime preoccupazioni sul dossier fusioni e vendite. Insomma nessuno lo dice ma tanti investitori temono che l'uscita di scena di Marchionne e la sua tragica morte possano creare un vuoto incolmabile. Si parla di continuità da parte della gestione Manley ha tutti guardano a quelli che saranno decisioni e strategie concrete. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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