Andando a guardare la lista delle azioni peggiori sul Ftse Mib oggi, balzo subito all’occhio un particolare molto interessante: la presenza prevalente di titoli del comparto utility. Mentre è in corso la redazione del post, sul fondo del principale indice di Borsa Italiana si posiziona Italgas con un calo dell’1,24 per cento a quota 5,56 euro.

La società precede di poco nella lista delle peggiori azioni di oggi 11 settembre, A2A (-1,14 per cento), Terna (-1,12 per cento) e Snam (-0,87 per cento). In pratica tutti e quattro i titoli maggiormente in ribasso della seduta di oggi fanno parte del settore utility. E’ questo un caso? Assolutamente no come si può anche dedurre in considerazione del generale andamento positivo che caratterizza oggi la borsa di Milano. In pratica mentre il Ftse Mib si muove in rialzo, il comparto delle utility affonda. Tra gli investitori c’è ovviamente una spiegazione ben precisa a tutto quello che sta avvenendo.

La tendenza a vendere azioni delle utilities è frutto dell’attesa per il board della Banca Centrale Europea BCE che si terrà domani. In merito a quelle che saranno le decisioni della BCE su tassi, politica monetaria e quantitative easing, circolano le ipotesi più divergenti. Fondamentalmente ci sono molto aspettative per un primo intervento della BCE ma, al tempo stesso, c’è anche consapevolezza che tutto potrebbe tradursi in un nulla di fatto con rinvio delle decisioni al prossimo summit (in merito alle previsioni del vertice BCE si legga anche: Ore di attesa per l’Euro, domani al via la riunione BCE). 

Al di là del clima di attesa per il board BCE di settembre, l’attenzione degli investitori è stata anche catturata da un report pubblicato da Equita. La sim milanese ha ricordato che ieri la francese EDF ha reso noto “deviazioni negli standard tecnici di alcuni componenti per i reattori nucleari (sia già installati che ancora da utilizzare)“. Equita sim ha precisato che le normali attività di investigazione sono in corso e che ad oggi nessun impianto è stato comunque fermato. Tuttavia, hanno proseguito gli analisti, nel caso in cui gli accertamenti e le attività di investigazione dovessero portare alla necessità di procedere con la sostituzione dei componenti, allora “l’attività potrebbe spingere al rialzo i prezzi elettrici in tutta Europa durante le fasi di manutenzione”.
Secondo Equita le societè che trarrebbero maggiore beneficio da una eventualità di questo tipo sarebbero i power generators ossia Enel, Erg, A2A, Iren, Falck e Ib. La notizia su EDF, però, non sembra aver scaldato più di tanto il settore che anzi appare depresso in vista del board BCE. 

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