BTP e spread BTP Bund: previsioni andamento dopo accordo su Recovery Fund

Lo spread BTP Bund oggi 23 luglio non registra variazioni significative rispetto all’andamento delle ultime sedute. Dal giorno del via libera da parte del Consiglio Europeo al Recovery Fund, il differenziale tra il rendimento del BTP a 10 anni e quello del bund tedesco pari durata si è attestato in area 150 punti base contro i circa 180 bp di fine giugno.

L’allentamento della tensione sui titoli di stato italiani è evidente e il restringimento dello spread rappresenta il segnale più nitido della promozione a pieni voti dell’accordo sul Recovery Fund. La domanda che ora tutti si pongono è quanto questo idillio possa proseguire. E’ possibile che lo spread resti su livelli bassi nelle prossime settimane oppure è più probabile un rafforzamento essendo l’impatto dell’accordo sul Recovery Fund già scontato? Per rispondere a questo interrogativo è necessario partire dai dati in tempo reale. 

Spread BTP Bund e rendimento BTP a 10 anni ai minimi da 5 mesi

Analizzando il grafico relativo all’andamento dello spread Btp Bund e quello relativo al rendimento del BTP a 10 anni, si nota subito come i due valori siano precipitati ai minimi da 5 mesi non appena la notizia dell’intesa sul Recovery è stata diffusa. La flessione è il segnale che il mercato ha apprezzato la sostanziale conferma dell’intesa presentata a suo tempo dalla Commissione Europea. 

Questa la situazione di partenza. Ma adesso cosa avverrà?

BTP e spread: previsioni dopo intesa Recovery Fund

A non fare mistero di un certo ottimismo sull’andamento dello spread e del rendimento del BTP decennale sono stati gli analisti di Equita. Secondo gli esperti ci potrebbe essere ancora spazio per un ulteriore calo dello spread,fermo restando che la governance continuerà ad essere l’elemento piuÌ? delicato per poter valutare oggettivamente la velocità degli esborsi. Infatti i piani dei singoli Paesi saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificataì in considerazione di quelle che sono le proposte presentate dalla Commissione.

Nel breve termine è possibile non solo un calo del differenziale di rendimento ma anche una leggera riduzione del premio per il rischio fermo restando che gran parte del mercato ha comunque già scontato l’intesa e che quindi non ci sono i margini per una discesa forte dello spread. 

Per meglio comprendere il discorso, Equita ha ricordato che da metà maggio, momento in cui c’è stata la proposta franco tedesca sul Recovery Fund, lo spread BTP Bund è sceso da 240 punti base a 100 punti base con un rendimento del BTP a 10 anni crollato dall’1,9 per cento all’1,08 per cento. 

Anche gli analisti di Unicredit ritengono che l’accordo sul Recovery sia già incorporato nel calo dello spread BTP Bund. Già prima dell’intesa, gli esperti di Unicredit avevano affermato che, soprattutto per i paesi periferici tra cui l’Italia, il raggiungimento dell’intesa era già scontato. 

In quella circostanza gli esperti avevano previsto che, in caso di accordo, la propensione al rischio avrebbe prevalso e lo spread sarebbe sceso fino a 150 punti base. Questa ipotesi si è poi trasformata in realtà.

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