Analisi tecnica prezzo petrolio e oro: previsioni quotazioni e strategie trading settimana 24-28 settembre

Analisi tecnica prezzo petrolio e oro: previsioni quotazioni e strategie trading settimana 24-28 settembre

Andamento quotazione petrolio e oro e previsioni sui prezzi nella settimana corrente. Ecco le strategie operative per investire con il trading

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QUOTAZIONE PETROLIO

GREGGIO OLTRE RESISTENZA IN AREA 70 DOLLARI IN ATTESA DI DECISIONI OPEC

Seconda settimana consecutiva in rialzo per la quotazione petrolio WTI, il cui bilancio a 5 sedute ha evidenziato un rialzo del 4%. Cosa più importante sotto l’ aspetto tecnico, la prima chiusura d’ ottava oltre area 70 dollari ( 70,72$ ) dopo circa due mesi e mezzo.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER LE QUOTAZIONI DEL PETROLIO

Le attese degli investitori sono state quasi tutte rivolte verso il vertice OPEC di Algeri, incentrato sulla ripartizione della produzione aggiuntiva che si è resa necessaria dopo l’imminente entrata in vigore delle sanzioni USA contro le importazioni di greggio iraniano, ed i problemi avuti da alcuni membri del cartello, tra cui il Venezuela, la cui produzione negli ultimi due anni è crollata del 50%.

Alla vigilia del meeting OPEC sono piovute pesanti, come dei macigni, le affermazioni del Presidente USA, Trump, che via Twitter ha invitato i vertici della sigla che raccoglie alcuni tra i maggiori Paesi esportatori di petrolio, capitanati dall’ Arabia Saudita, a non manovrare al rialzo i prezzi dell’ oro nero, invitandoli ad abbassarli.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Ancora un’ altra ottava in calo per il saldo delle scorte di greggio Made in USA, che secondo la consueta stima rilasciata dall’ EIA ( Energy Information Administration ),nella settimana terminata il 14 Settembre sono diminuite di 2,1 milioni di barili, in linea con i -2,6 milioni di barili attesi dal mercato. Le scorte di benzina hanno invece evidenziato un calo di 1,7 milioni di barili ( consensus +0,31 milioni di barili ); mentre quelle di distillati sono aumentate di circa 0,8 milioni di barili ( consensus +0,7 milioni di barili ).

Le indicazioni dell’EIA sono state nettamente migliori delle indicazioni rilasciate con un giorno d’ anticipo dall’ American Petroleum Institute ( API ), che aveva invece indicato scorte in aumento di 1,2 milioni di barili, a 397,1 milioni di barili totali; stock di benzina in discesa di 1,5 milioni di barili e scorte di distillati in aumento di 1,5 milioni di barili.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Ottimo il bilancio settimanale realizzato dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI, che ha centrato tutti i target price indicati dalla strategia rialzista ( 7 su 7 ), quindi sia nella versione Intraday che Over ; nonché i primi 2 target pronosticati dalla strategia Short speculativa

La strategia rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 71,05 $; Target Price attesi in area 71,50 e 72,20 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 70,35 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 72,20 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 72,50 e 72,93 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 71,50 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 72,93 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 73,38 e 74,11 dollari, estesi a 74,60 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 72,20 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 66,75 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 67,42 e 68,10 dollari, estesi a 68,52 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 66 $.

La strategia ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 70,35 $, per sfruttare eventuali discese in 69,90 e 69,22 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 71,05 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 69,22 $,per anticipare possibili cali fino a 68,95 e 68,52 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 69,90 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 68,52 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 68,10 e 67,42 dollari, estese a 66,75 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 69,22 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 74,60 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 74,11 e 73,38 dollari, esteso a 72,93 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 75,30 $.

QUOTAZIONE ORO

PREZZO DELL’ ORO STABILE SOPRA SUPPORTO IN AREA 1.200 DOLLARI

Settimana senza grandi sussulti per le quotazioni dell’ oro, che hanno chiuso la scorsa ottava in calo dello 0,65%, a quota 1.203,40 dollari. Il bilancio a 5 sedute ha invece evidenziato un modesto progresso, di poco superiore allo 0,40%. Prezzo del metallo giallo che sotto l’aspetto tecnico è stato frenato dalla forte area di resistenza individuata in zona 1.215-1.220 dollari, dopo essersi spinto su un top intraday a quota 1.215,90 dollari.

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER I PREZZI DELL’ ORO

La notizia più rilevante per la quotazione oro ha visto la banca d’ affari Goldman Sachs ridurre il proprio outlook sui prezzi a 12 mesi, portandolo a 1.325 dollari l’ oncia contro i 1.450 dollari della precedente valutazione. Il target atteso da 3 a 6 mesi è stato invece abbassato a 1.250 dollari dai 1.300 dollari della precedente stima.

i Goldman Sachs ha tagliato l'outlook sulle quotazioni dell'oro. Il target a 12 mesi è stato abbassato a $1.325 dai precedenti $1.450 l'oncia, mentre quelli a tre e sei mesi sono ora rispettivamente di $1.250 e di $1.300 all'oncia.

Sotto l’aspetto macro, la settimana statunitense ha visto la lettura dell’ indice Empire State Manufacturing deludere le attese degli analisti, assestandosi nel mese di Settembre a quota 19 punti, in netta flessione rispetto ai 25,6 punti della precedente stima mensile. Il consensus sull’ indicatore che rileva l’ attività manifatturiera nello stato di New York, invece, era per un minor calo a 23 punti. Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che il sotto-indice relativo ai nuovi ordinativi è sceso a 16,5 punti, rallentando rispetto ai 17,1 punti di Agosto. La voce relativa ai prezzi pagati si è invece assestata a 46,3 punti, aumentando rispetto ai 45,2 punti della precedente lettura; mentre il sotto-indice relativo all’ impiego ha evidenziato una lieve crescita a 13,3 punti dai 13,1 punti precedenti. Le condizioni di business, che coprono un arco di tempo compreso tra nei sei mesi sono diminuite a 30,3 punti dai 34,8 punti di Agosto.

Settimana appena trascorsa che è stata fitta di dati che hanno riguardato il settore immobiliare USA. La National Association of Home Builders, attraverso la diffusione del cosiddetto indice NAHB, ha reso noto che a Settembre, l’indicatore sulla fiducia nel comparto immobiliare si è confermata sui livelli della precedente stima mensile, a 67 punti, superando le attese degli analisti, ferme a 66 punti. Inversione di tendenza per il saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari, che dopo il calo delle precedenti ottave, nella settimana terminata il 14 Settembre, ha evidenziato un aumento dell’1,6%. Il dato viene elaborato dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ).

Stabile sui valori della precedente stima mensile, le vendite di case esistenti nel mese di Agosto, assestatesi a 5,34 milioni di unità. Il consensus degli analisti, invece, era per un aumento a 5,36 milioni di unità.

Crescono oltre le attese, invece, i nuovi cantieri avviati nel mese di Agosto, in progresso del 9,2% su base mensile, a 1,282 milioni di unità, da 1,174 milioni di unità di Luglio. Battute le aspettative degli analisti, che non si spingevano oltre 1,235 milioni di unità. Rallentano, sempre ad Agosto, i permessi edilizi, in calo del 5,9% su base mensile, a 1,229 milioni, mentre il mercato si aspettava un aumento a 1,310 milioni.

Variazione mensile estremamente positiva per la fiducia commerciale dei produttori nel distretto di Philadelphia, che nel mese in corso è balzata a 22,9 punti dagli 11,9 punti della precedente rivelazione. Battute le attese degli analisti, che invece si limitavano ad un aumento a 17 punti. Il cosiddetto Philly Fed Index, che monitora l’ attività manifatturiera nel terzo distretto federale degli USA per grandezza, viene elaborato attraverso un’ indagine che sindaca le condizioni generali di salute dell' economia e delle imprese. Le sue indicazioni coprono un orizzonte temporale di sei mesi dalla lettura. Un rivelazione oltre la soglia dello zero indica espansione, mentre una lettura inferiore allo zero è sinonimo di contrazione.

Il Confernce Board ha invece reso noto che ad Agosto, il Leading Indicator Index, conosciuto anche come Indice Pricipale o Superindice, ha fatto registrare un progresso dello 0,4% su base mensile, in calo rispetto al +0,7% della lettura di Luglio. Il mercato invece si aspettava un maggior aumento, pari a +0,5%. Il suddetto indicatore prevede l’andamento del ciclo economico per un periodo compreso tra i tre ed i nove mesi ed è frutto di un mix dei risultati di altri 10 diversi indicatori macro.

Il saldo delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli USA, secondo la consueta stima settimanale elaborata dal Dipartimento per il Lavoro, nell’ ottava terminata il 15 Settembre, si è portato a 201 mila unità, in flessione di 3 mila unità, rispetto alla precedente lettura. I pronostici degli analisti, invece, erano per un progresso a 210 mila unità. In flessione anche le richieste continuative di sussidio, che nella settimana conclusasi l’8 Settembre sono scese a 1,645 milioni di unità, in discesa da 1,7 milioni di unità della precedente stima. Gli analisti invece avevano indicato un aumento a 1,705 milioni di unità.

L’ottava macro è terminata con il rallentamento evidenziato dall’ attività del settore privato statunitense, emerso attraverso le varie versioni del Purchasing Managers Index. La lettura preliminare dell’ indice PMI manifatturiero di Settembre, diffusa da Markit, ha evidenziato un aumento a 55,6 punti dai 54,7 punti della stima finale di Agosto, battendo le attese degli analisti, che invece non andavano oltre i 55 punti. Il PMI relativo alla voce servizi ha invece mostrato una netta battuta d’ arresto, scendendo dai 54,8 punti di Agosto ai 52,9 punti del mese corrente. Gli analisti, invece, si aspettavano un lieve aumento a 55 punti. Di conseguenza, l’ indice PMI Composito, frutto della media tra la lettura relativa al comparto Manifatturiero e quella relativa al comparto Servizi, ha fatto registrare una flessione a 53,4 punti dai 54,7 punti di Agosto. In generale tutti gli indicatori PMI continuano ad evidenziare espansione delle attività, in quanto superiori alla soglia dei 50 punti.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Dopo la mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, il prezzo dell’ oro è ritornato lentamente alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passa in area 1.290-1.280 dollari. Pericolosa la discesa intraday e settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari, la cui perdita potrebbe far mutare aggravare ulteriormente il quadro grafico di breve-medio periodo, nettamente impostato al ribasso. La rottura del supporto appena segnalato ha innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari. In area 1.200-1.180, invece, cade l’ importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo potrebbe correre il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari, con step intermedio ancora a 1.160 dollari.

Lo scenario rialzista, sul medio periodo si rafforza soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di breve potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280 dollari Con i mercati azionari globali che non lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe ancora tardare ad arrivare.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ oro che ha preso profitto su tre obiettivi attesi dalla strategia rialzista: 2 nella versione Long Intraday ed 1 nella versione Long Over

La visione rialzista suggerisce di attivare posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.205,60 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.210 e 1.212,85 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.197,60 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.212,85 € per sfruttare possibili allunghi in area 1.217,50 e 1.220,35 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.203,40 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.220,355 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.225 e 1.229,70 dollari, esteso a 1.237,30 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.210 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.168,25 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.175,55 e 1.180,55 dollari, estesi a 1.187,40 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.160 $ in chiusura di candela giornaliera.

La visione ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.197,60 $; Target Price previsti a 1.194,75 e 1.190,20 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.205,60 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.190,20 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.187,40 e 1.182,30 dollari; Stop Loss; in caso di ritorno sopra 1.197,60 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.182,30 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.180,05 e 1.175,55 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.168,25 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.190,20 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.237,30 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.229,70 e 1.225 dollari, estesi a 1.217,50 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.250 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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