Prezzo petrolio: pronto a ballare? Ecco i drivers di fine anno

Ultimo sussulto per il prezzo del petrolio in vista della fine dell’anno. Mentre molti investitori già pensano alle previsioni sull’andamento del prezzo del greggio nel 2020, alcuni drivers previsti per la prossima potrebbero offrire spunti interessanti sul breve termine. 

Il 5 e il 6 dicembre, infatti, è in agenda la riunione OPEC di Vienna. Si tratta dell’ultimo summit tra i paesi produttori di petrolio del 2019. La successiva riunione dell’organizzazione sarà direttamente nel 2020. A prescindere da quelle che sono le previsioni in vista dell’appuntamento di inizio dicembre (ossia se i membri OPEC adotteranno a no dei cambiamenti rispetto alla politica petrolifera in atto), va comunque considerato che questo genere di appuntamenti sono strutturalmente capaci di dare brio al prezzo del greggio.

Per la cronaca, stando alle attese della vigilia, la riunione dei paesi produttori di greggio dovrebbe ribadire la proroga della politica dei tagli alla produzione che è in vigore già da alcuni diversi mesi. E’ quindi plausibile che l’OPEC, ovviamente con il via libera esterno della Russia, possa decidere di proseguire sulla strada della riduzione della produzione di 1,2 milioni di barili al giorno.

Per chi vuole investire sul prezzo del petrolio nel breve termine, il vertice OPEC dicembre rappresenta quindi un buon assist. Punto di partenza per posizionarsi sull’oil è ovviamente la quotazione petrolio in tempo reale. Il prezzo del greggio oggi si muove in linea con l’andamento di ieri. In particolare, mentre è in corso la scrittura del post, il Brent segna un ribasso dello 0,3 per cento a quta 63,67 dollari al barile mentre il WTI è in ribasso dello 0,26 per cento a 58,1 dollari al barile. 

Nel complesso gli ultimi movimenti del prezzo del petrolio rivelano un moderato ritorno della propensione al rischio sui mercati. In particolare è possibile che alcuni tipi di greggio abbiano registrato un ritorno della richiesta ma tutto resta comunque condizionato alla produzione dello shale oil in Usa. In questo contesto la riunione OPEC potrebbe dare la marcia in più e far scattare in avanti il prezzo del petrolio. 

Il punto di partenza vede il WTI aver registrato un rialzo del 27 per cento da inizio anno. A differenza però dell’indice petrolifero, le azioni del settore oil hanno invece registrato un deprezzamento. Il fatto che il titoli petroliferi non siano progrediti in scia all’andamento del prezzo dell’oil, rende queste azioni molto interessanti. 

Per questo motivo la riunione OPEC di dicembre può essere un’occasione per investire non solo sul prezzo del greggio ma anche sulle azioni del settore. Nel caso di Borsa Italiana i titoli da tenere d’occhio sono Eni, Saipem e Tenaris

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