E’ definitivamente finito il boom degli investimenti azionari nei meme?

La parola meme deriva dal greco e indica qualcosa che si imita da persona a persona e si diffonde velocemente. E’ stata introdotta nel gergo del popolo dei social soprattutto per quanto riguarda le immagini, che diventano meme quando vengono condivise dalla massa di utenti. Così avviene per un titolo azionario. Di solito si tratta di società dalle condizioni economiche incerte ma che, grazie all’azione coordinata di gruppi di trader online, inizia improvvisamente la sua ascesa e la condivisione con sempre più investitori.

La storia inizia con il rivenditore di videogiochi statunitense GameStop. Un’azienda sul viale del tramonto che in un mese ha visto schizzare le sue azioni alle stelle, con un incremento del 1.900%. Un’azione massiccia partita dalla community di Reddit nel forum r/wallstreetbets che attivò l’interesse per il titolo, con un iniziale potente pump (pompaggio) delle azioni e con un conseguente e altrettanto rapido dump (sgonfiaggio).

grafico Gamestop
Grafico Gamestop

Fu un fenomeno che fece scalpore e lasciò sgomenti anche gli investitori professionisti che si ritrovarono costretti a inseguire il titolo, inizialmente mal posizionato, e con una rimonta di piccoli trader che puntarono al rialzo e prevalsero. Fu la vincita clamorosa dei social trader, che misero in serie difficoltà gli assetti della finanza tradizionale e si imposero contro i giganti.

Un successo ottenuto sfruttando la sola forza dell’unione della community, un movimento dal basso di utenti online che hanno sbaragliato. Generalmente le azioni meme sono titoli di marchi piccoli dai numeri minori, come AMC, GME, Bath & Beyond (BBBY), Snap o AMTD Digital, oppure quelli tecnologici dal passato glorioso ma finiti un po’ nell’oblio come Nokia (NOK) o Blackberry (BB).

Le azioni meme si contraddistinguono per l’alto rischio e volatilità, infatti, il prezzo dello stock cresce velocemente e costringe gli investitori che fanno trading short ad acquistare, in modo che il valore aumenti ancora di più. Le prime bozze di movimenti dei meme stock in realtà arrivarono dal social Twitter. Era tra il 2019 e il 2020 quando il noto miliardario Elon Musk, dal suo profilo, ha fomentato l’acquisto dell’allora sconosciuto asset Dogecoin. Una mossa che si è diffusa tra varie comunità, in breve è diventata virale, l’entusiasmo è cresciuto e il prezzo della moneta digitale si è impennato.

grafico Dogecoin
Grafico Dogecoin

Che cosa è successo dopo

Nate più dal clamore che da un reale risultato finanziario le meme stock si pensava fossero destinate a scoppiare come una bolla, dato anche il loro alto rischio nella struttura e la forte volatilità. In realtà, proprio dopo la vicenda di GameStop, non si sono affatto fermate, anzi, sono diventate sempre più popolari. In pochi mesi, infatti, sono raddoppiate, così come il numero dei trader coinvolti e le piattaforme online che le hanno inserite nella loro offerta. E quella che doveva essere una moda passeggera non sembra essere finita. Prima è stata acuita dai lockdown derivati dalla pandemia da Covid 19, dall’avanzare della tecnologia e dagli strumenti online che si sono intensificati, poi però, c’è stato un freno derivato dagli scossoni che i mercati azionari hanno ricevuto fino allo scorso anno per cause geopolitiche. Nonostante le meme stock siano state colpite duramente dalla crisi del 2022, sono ancora presenti sui mercati.

Maxim Manturov, Responsabile della consulenza sugli investimenti di Freedom Finance Europe, afferma che: “Le difficili condizioni di mercato hanno sicuramente influenzato l’andamento delle azioni meme, ma è difficile dire se ne abbia posto fine. Le azioni meme sono ad alto rischio, altamente volatili e soggette a rapide oscillazioni di prezzo basate sulle tendenze e sui sentimenti dei social media piuttosto che sull’analisi fondamentale delle società sottostanti. La recente flessione del mercato ha deprezzato molti di questi titoli, il che potrebbe scoraggiare alcuni investitori dal continuare a partecipare a questa tendenza. Tuttavia, è importante notare che l’investimento nei meme è stato un fenomeno popolare tra la generazione degli investitori più giovani cresciuti sui social media e potrebbero avere diverse preferenze di investimento e livelli di tolleranza al rischio differenti rispetto alla generazione più anziana. Pertanto, la tendenza può continuare ad evolversi e ad adattarsi in risposta alle mutevoli condizioni del mercato e al sentimento degli investitori. Vale anche la pena notare che l’investimento nei meme è solo un aspetto di una tendenza più ampia verso gli investitori al dettaglio che assumono un ruolo più attivo nel mercato azionario, facilitato da app di trading gratuite e forum online.

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Conclusioni

Con un’economia ancora traballante dove l’inflazione non retrocede e aumentano i tassi di interesse, è ancora troppo presto per dire se le azioni meme si manterranno o no. La sola cosa certa è che sono state una delle principali tendenze nel 2021 che hanno lasciato un segno indelebile. In ogni caso, è importante ricordare che investire nei meme può comportare dei rischi, perché sono aziende non solide, soggette a forte oscillazioni e che si muovono velocemente, ma nello stesso tempo investire in azioni meme può essere anche molto conveniente se ci si tiene aggiornati si può acquisire una posizione di vantaggio prima di altri, quindi ottenere profitti altissimi, e in alcuni casi anche continuativi nel tempo. 

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