Asset allocation per il secondo semestre 2023: 5 dritte operative

Esempio di grafico a torta - Borsainside.com

Il secondo semestre 2023 è appena iniziato e gli investitori si interrogano su quale sia la migliore asset allocation da seguire in un contesto che è ancora caratterizzato da troppe incertezze. Da un lato, infatti, c’è il sempre incombente rischio recessione mentre dall’altro ci sono i segnali contraddittori che arrivano dalle banche centrali.

Nonostante l’ottimismo di alcune settimane fa, oggi tra i trader c’è la consapevolezza che difficilmente la FED non alzerà i tassi di riferimento nel board di luglio dopo la pausa di giugno. Per quello che invece riguarda la BCE, la Lagarde è stata molto chiara sul fatto che i rialzi dei tassi nell’area Euro non potranno che proseguire alla luce della dinamica dell’inflazione.

E allora, alla luce di questo contesto di riferimento, come regolarsi con l’asset allocation? Come operare?

Sulla questione si è interrogato Vincent Mortier, Group Chief Investment Officer di Amundi. In questo post, utile per chi investe nel risparmio gestito, analizzeremo proprio il punto di vista del manager evidenziando alcune sue dritte.

Cosa è l’asset allocation?

L’asset allocation è una strategia di gestione degli investimenti che prevede la suddivisione dei fondi disponibili in un portafoglio in diverse classi di attività (asset class) al fine di raggiungere un equilibrio tra rendimento atteso e rischio. Le principali asset class includono azioni, obbligazioni, liquidità, immobili e materie prime.

L’obiettivo dell’asset allocation è diversificare gli investimenti in modo tale che eventuali perdite in una classe di attività possano essere compensate dai guadagni in altre classi, riducendo così il rischio complessivo del portafoglio. La diversificazione mira anche a sfruttare le performance differenziali delle diverse asset class in base alle condizioni di mercato.

La scelta delle percentuali da allocare a ciascuna classe di attività dipende dall’orizzonte temporale degli investimenti, dalla tolleranza al rischio dell’investitore e dalle previsioni sulle performance delle varie asset class. Ad esempio, un investitore con un orizzonte temporale più lungo e una maggiore tolleranza al rischio potrebbe avere una maggiore esposizione alle azioni, mentre un investitore con un orizzonte più breve e una minore tolleranza al rischio potrebbe preferire un’allocazione più conservativa con un maggiore peso alle obbligazioni o alla liquidità.

L’asset allocation è un concetto chiave nella gestione del portafoglio e può avere un impatto significativo sui risultati degli investimenti. E’ possibile scegliere di gestire l’asset allocation da soli o affidarsi a professionisti del settore, come consulenti finanziari. Ad esempio si può scegliere la banca Fineco e avere la possibilità non solo di investire su tanti mercati ma anche di farsi seguire da un consulente sempre disponibile.

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Le 6 dritte di Amundi sull’asset allocation per il secondo semestre 2023

Punto di partenza dell’analisi di Vincent Mortier sull’asset allocation per il secondo semestre 2023, non può che essere rappresentato dalla stretta monetaria delle banche centrali. Secondo il manager il rialzo continuo dei tassi avrà effetti ritardati sull’economia reale causando una leggera recessione negli Stati Uniti, una crescita debole in Europa e una certa tenuta dei mercati emergenti. Secondo l’esperto sono necessari due anni prima che il carovita si possa dimezzare rispetto al picco.

E’ difficile, ha poi aggiunto l’analista, che ci possa essere una brusca inversione di rotta nelle politiche monetarie visto che l’inflazione continua a restare sopra ai target fissati dalle Banche centrali. E’ invece possibile che si possa ampliare divario in termini di crescita tra i Paesi emergenti e i Paesi sviluppati. Cina e India dovrebbero guidare il rally dell’Asia.

Alla luce di questo scenario l’analista, suggerisce di adottare un’asset allocation prudente anche perché non ci sono certezze sui potenziali rialzi mentre continuano ad essere rischi ribassisti. “Una pausa della Fed, la discesa dell’inflazione e la persistente ripresa degli utili dovrebbero innescare il passaggio alla fase finale del ciclo, con un outlook più favorevole per i mercati azionari verso la fine dell’anno” ha specificato il manager. Per Amundi, quindi, il fatto che i tassi siano vicini al picco crea una situazione favorevole per i titoli di Stato e le obbligazioni societarie di elevata qualità. Al tempo stesso meglio essere prudenti sulle obbligazioni high yield.

In ambito azionario, meglio non rivolgere l’attenzione solo ai titoli a megacapitalizzazione, ma è fondamentale cercare di aumentare le posizioni sui mercati ciclici. E’ necessario puntare sulle aziende che sono caratterizzate da una solida tenuta degli utili ma che presentano market cap più contenute al fine di evitare i segmenti con valutazioni eccessive. “La selezione resta cruciale ma le valutazioni interessanti, la fine della stretta monetaria della Fed e un possibile indebolimento del dollaro USA sono fattori favorevoli agli attivi dei Paesi emergenti” ha puntualizzato l’esperto.

Per finire, l’asset allocation è anche fondamentale per resistere all’inflazione. Poichè i prezzi al consumo continuano ad essere sopra i livelli normali, è necessario aumentare le fonti di diversificazione come i mercati privati e gli hedge fund.

Chi volesse fare asset allocation dovrebbe usare solo le migliori piattaforme presenti sul mercato tra cui ci sono:

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