Come funzionano i nuovi ETF Bitcoin e quali sono i rischi. Il ruolo dei market maker 

Il meccanismo di funzionamento degli ETF Bitcoin - BorsaInside

Il tema caldo sui mercati è da giorni l’avvio delle quotazioni degli 11 ETF Bitcoin spot autorizzati dalla SEC. I fondi sono negoziati da giovedì scorso a Wall Street. Ma come funzionano? Si sono spese tante parole su quello che sarà l’impatto dei nuovi ETF Bitcoin su criptovalute e mercati finanziari nel loro complesso, mentre molta meno attenzione è stata dedicata al funzionamento di questi strumenti che nulla hanno a che fare con i vecchi ETF su Bitcoin futures e ancora meno con gli ETP che sono quotati soprattutto in Europa.

In questa guida spiegheremo come funzionano gli ETF Bitcoin Spot chiarendo quello che è un aspetto centrale di tutta la questione: chi è che compra e vende il Bitcoin per l’ETF? Infine visto che sono solo elogi da giorni, noi dedicheremo un pò di spazio agli svantaggi e ai rischi dei nuovi strumenti. Possiamo quindi iniziare.

Come funzionano i nuovi ETF Bitcoin Spot?

Gli ETF Bitcoin Spot, a prescindere da quelle che sono le specifiche caratteristiche di ognuno degli 11 che viene approvato, sono fondi che detengono bitcoin per gli investitori. Bitcoin effettivi e non un derivato che riproduce il valore del BCE (e questa è la grande differenza con gli ETF Bitcoin Futures che fino ad ora hanno monopolizzato il mercato).

Più tecnicamente i nuovi ETF bitcoin sono fondi che gestiscono pool di bitcoin e che procedono con l’emissione di azioni. Ad esempio l’ETF bitcoin di BlackRock è iShares Bitcoin Trust.

Le aziende di trading elettronico, comunemente note come market maker, svolgono un ruolo fondamentale nell’ecosistema degli Exchange Traded Fund (ETF) che sono legati al bitcoin. Si tratta di imprese che si occupano della compravendita delle azioni degli ETF, cercando di focalizzare le piccole discrepanze tra il prezzo effettivo delle azioni dell’ETF e quello che dovrebbe essere il loro valore alla luce del prezzo corrente del bitcoin. Si tratta di un procedimento fondamentale per assicurare che l’ETF segua le fluttuazioni del valore di mercato del BTC senza alcuna sfumatura.

Molte di queste aziende rivestono anche il ruolo di partecipanti autorizzati ossia si occupano della sistematica perfetta adesione tra la quantità di azioni disponibili per l’ETF e quella che è la domanda degli investitori. Molti di questi partecipanti autorizzati sono facce note del trading elettronico. Ad esempio Jane Street Capital, Virtu Financial e la filiale Usa di della banca d’affari Morgan Chase.

Fin qui la teoria del funzionamento. Vediamo adesso la pratica.

Se degli investitori dovessero decidere di comprare azioni dell’ETF Bitcoin in modo massiccio, i partecipanti autorizzati agirebbero di conseguenza consegnando denaro al trust. Quest’ultimo, proprio come nel più classico dei rapporti tra domande e offerte, creerebbe nuovi blocchi di azioni andando ad assegnarli ai partecipanti autorizzati. Questo meccanismo virtuoso porterebbe ad un incremento dell’offerta di azioni dell’ETF. Logicamente il trust aumenterebbe la sua riserva di bitcoin per riflettere l’arrivo in forze di nuovi investitori.

Ovviamente è possibile anche la situazione opposta che si verrebbe a creare nel momento in cui ci dovesse essere una vendita massiccia di azioni dell’ETF bitcoin. In questo caso di attiverebbe il processo inverso con gli investitori che consegnano le azioni al trust per averte un riscatto in contanti. Ma così facendo l’offerta di azioni in circolazione verrebbe a calare e quindi il trust non potrebbe far altro che ridurre le sue dimensioni, ovvero quelle delle riserve di bitcoin, per restare speculare a quello che è il calo della domanda da parte del mercato.

E’ proprio grazie a questo meccanismo dinamico di creazione e riscatto di azioni che sarà possibile garantire il continuo equilibrio nel mercato degli ETF legati al bitcoin permettendo a questi fondi di seguire sempre la prestazione di BTC reale.

E’ in questo modo che funzionano i nuovi ETF su Bitcoin approvati dalla SEC.

Chi compra a vende i Bitcoin per gli ETF?

cesto spesa con moneta Bitcoin
Il ruolo di chi compra e vende ETF Bitcoin – BorsaInside

Se si punta a capire come funzionano i nuovi ETF su Bitcoin non si può prescindere dall’aver ben chiara la natura di chi compra e chi vende.

Tra gli 11 fondi approvati dalla SEC, molti si appoggeranno a parti terze per comprare e vendere bitcoin quando necessario. E’ questo il caso delle società di trading con desk specializzati proprio nella compravendita di grandi blocchi di criptovalute.

All’inizio i gestori di attività dietro i nuovi Exchange Traded Fund legati al bitcoin puntavano ad ottenere un modello di gestione detto “in natura” differente da quello che poi è passato. In base a questo modello sempre i partecipanti autorizzati avrebbero dovuto consegnare bitcoin direttamente al trust al momento della creazione di nuove azioni oppure essere pagati in bitcoin nel caso di riscatto di azioni.

Tuttavia, il modello in natura ha suscitato preoccupazioni regolamentari che sono state al centro delle discussioni con la SEC. Si trattava di dubbi riguardavano il fatto che i partecipanti autorizzati sarebbero stati broker-dealer registrati nei mercati azionari statunitensi mentre la norma in vigore in Usa non consente esplicitamente ai broker-dealer di gestire criptovalute.

Proprio causa dello stop della SEC, tutti i gestori che avevano presentato progetti su ETF Bitcoin, hanno apportato una modifica sostanziale a tutto passando a quello che viene definito un modello in contanti. In questo nuovo approccio, i partecipanti autorizzati non sono tenuti a maneggiare direttamente bitcoin, come indicato nei documenti regolatori.

Grazie all’accettazione di questa modifica le barriere regolamentari sono state rispettate ed è diventata più semplice la partecipazione di istituzioni finanziarie tradizionali nel processo di creazione e riscatto degli ETF bitcoin. Questa è indubbiamente una grande vittoria.

Attenzione, però, perchè il fatto che su questo punto sia stato effettuato un così forte passo in avanti non significa che i nuovi ETF Bitcoin approvati non presenti degli svantaggi e anche dei rischi.

Rischi degli ETF su Bitcoin Spot

Nonostante le prospettive positive legate alle potenziali approvazioni dei nuovi ETF basati sul bitcoin negli Stati Uniti, è importante sottolineare che ci sono rischi e svantaggi che meritano attenzione. In primo luogo, la rimozione della proprietà diretta di bitcoin potrebbe significare che gli investitori perdano la possibilità di partecipare direttamente all’ecosistema del BTC e di godere dei vantaggi derivanti dalla detenzione di un asset digitale decentralizzato.

Non solo ma gli stessi ETF potrebbe anche implicare dei costi aggiuntivi per gli investimenti in criptovalute visto che non è da escludere che le commissioni di gestione possano anche superare i costi associati alla detenzione diretta di bitcoin. Certo gli ETF vantano un accesso facilitato ma è detto che tutti siano disposti a pagare più commissioni per poter trarre beneficio da questo vantaggio.

Inoltre va anche tenuto conto che il mercato delle criptovalute, in generale, è altamente imprevedibile rispetto ai mercati finanziari tradizionali. Gli ETF, mirando a tracciare i movimenti di prezzo dei loro asset sottostanti, dovrebbero fare i conti con questa maggiore volatilità, riflettendola nei loro valori.

E per finire con è da escludere che l’introduzione dei nuovi ETF possa aumentare la correlazione di BTC con la regolamentazione, rendendo il mercato più sensibile alle decisioni legislative. Ciò porterebbe eventuali azioni normative sfavorevoli ad impattare negativamente sul valore dell’ETF stesso con conseguenze potenziali sulla valutazione complessiva del bitcoin. In pratica il rischio maggiore è proprio nella perdita di autonomia che ha fin qui caratterizzato tutta la storia del BTC.

Sugli ETF Bitcoin, ecco altri contenuti utili presenti sul sito:

Come investire nei nuovi ETF Bitcoin e alternative

Conoscere il funzionamento dei nuovi ETF Bitcoin è utile ma non impatto più di tanto sulle opzioni di investimento. Gli 11 fondi sono quotati a Wall Street e quindi gli investitori americani non hanno problemi per operare. Gli ETF approvati, però, non sono negoziati nè lo saranno per lungo tempo in Europa (dove invece abbondano altri strumenti come gli ETP).

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Premesso questo, qualche opzione per investire nei nuovi ETF Bitcoin (almeno in alcuni di essi) sembra darla eToro (qui la recensione).

Secondo quanto evidenziato sul sito del broker, sembrerebbe che ora sia possibile investire in alcuni degli ETF Bitcoin approvati in Usa. nonostante possano esserci delle limitazioni geografiche. In particolare, sembra che il trading sia aperto per il $GBTC (Grayscale Bitcoin Trust BTC), mentre altri ETF potrebbero essere al momento bloccati a causa di restrizioni normative. Tuttavia, è importante notare che la situazione è in costante evoluzione, pertanto si consiglia di verificare regolarmente le proposte del broker per le ultime informazioni.

eToro è uno uno dei principali broker di contratti per differenza (CFD) a livello mondiale ed è presente anche in Italia con una vasta gamma di mercati, compresi gli ETF. Un punto di forza distintivo di eToro è la funzione di copy trading, che consente agli utenti di copiare automaticamente le strategie dei trader più esperti.

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Visto che stiamo comunque parlando di ETF, non possiamo tralasciare la posizione di rilievo che FinecoBank (qui la recensione) ha assunto in Italia. La banca con la migliore piattaforma di trading in Italia permette di fare trading con gli Exchange Traded Products (ETP) legati al Bitcoin ma offre anche altri modi per investire in criptovalute.

La vasta offerta di ETF di Fineco include migliaia di fondi, posizionandola come una delle piattaforme più complete e diversificate disponibili. La banca offre due tipologie di conto: il conto standard, che comprende servizi di banking e trading con un canone mensile, e il conto di solo trading, privo di servizi bancari e senza costi fissi.

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E se i nuovi ETF non fossero di proprio interesse? In tal caso si possono comprare Bitcoin reali usando i migliori exchange disponibili.

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Ad esempio c’è Binance (qui la recensione) che permette di comprare e vendere oltre 350 diverse criptovalute. Tuttavia, la proposta di questo exchange va ben oltre la semplice negoziazione di asset digitali. La piattaforma fornisce un accesso a un’ampia gamma di strumenti e funzionalità aggiuntive, consentendo agli utenti di sfruttare appieno il potere del trading sulle criptovalute.

Tra le molte caratteristiche di Binance, vi è la possibilità per i clienti di guadagnare ricompense attraverso il processo di staking delle criptovalute. Questa opzione consente agli utenti di bloccare le proprie criptovalute in portafoglio per supportare la rete e, in cambio, ricevere ricompense in forma di nuove monete digitali. Inoltre, Binance offre alternative per coloro che preferiscono adottare la strategia di “HODLing”, mantenendo le proprie criptovalute a lungo termine per beneficiare dei potenziali aumenti di valore nel tempo.

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