Azioni Saipem crollano: sell-off sul settore oil, conviene vendere?

Saipem ha aperto la seduta odierna di Borsa Italiana nel peggiore dei modi. Dopo circa un’ora dall’opening bell, il titolo Saipem è il peggiore sul Ftse Mib oggi con un calo del 3,5 per cento a quota 4,27 euro. Il ribasso delle quotazioni della società engineering non è un caso visto e considerato che nell’elenco delle azioni peggiori di oggi figurano anche titoli del calibro di Banco BPM, Unicredit e BPER Banca.

La flessione delle banche, però, è meno consistente rispetto a quella fin qui evidenziata dalla società oil e per questo motivo il crollo delle azioni Saipem oggi è il fatto centrale su Borsa Italiana.

Dal punto di vista tecnico, il prezzo delle azioni Saipem ha raggiunto un minimo intraday a quota 4,26 euro per poi risalire leggermente. Allargando l’orizzonte temporale è possibile evidenziare come il forte calo di oggi abbiamo riportato i prezzi della società oil ai livelli di fine 2019. Non è quindi un caso se, a seguito del crollo delle quotazioni, il rialzo di Saipem su base mensile si sia assottigliato ad appena lo 0,57 per cento. Resta invece consistente l’apprezzamento del titolo su base annua con il valore delle azioni in rialzo di quasi 8 punti percentuali rispetto ad un anno fa.

Dinanzi ad un crollo di simili proporzioni che oggi sta facendo bruciare i guadagni di quegli investitori che non hanno chiuso le posizioni rialziste detenute su Saipem, è logico chiedersi fino a quando le vendite continueranno a prevalere e se ci sarà, nel breve termine, un rimbalzo. 

Per rispondere a tutte queste domande non è a Saipem che è necessario guardare ma bensì alla quotazione petrolio. Il crollo delle quotazioni Saipem, infatti, è un effetto dell’andamento fortemente negativo dei prezzi del greggio. Non è infatti un caso se oltre a Saipem nella seduta di Borsa Italiana di oggi vanno anche male titoli come Tenaris o Eni. Più nel dettaglio, mentre è in corso la scrittura del post, il prezzo delle azioni del Cane a Sei Zampe segna un calo dello 0,74 per cento mentre Tenaris è in ribasso dello 0,78 per cento a quota 10,14 euro. 

E la quotazione petrolio? Questa mattina il contratto sul greggio in versione Brent segna un calo dello 0,51 per cento a quota 64,26 euro. Va male anche al prezzo del WTI il cui contratto è in ribasso dello 0,67 per cento a 58 dollari al barile. Ad impattare in modo negativo sull’andamento dell’oil, e quindi a condizionare le azioni petrolifere a partire da Saipem, sono le notizie in arrivo dalla Libia. 

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