trading commodity

Alcuni lettori ci hanno chiesto se conviene fare trading sulle materie prime (commodities) nel 2023 e, in caso affermativo, quali strumenti di investimento usare per speculare sull’andamento dei prezzi di questi asset.

Proprio a partire da queste domande, abbiamo quindi pensato ad una guida che affronti l’argomento “trading materie prime” nel suo complesso.

In questo report, è possibile quindi trovare una risposta a varie domande correlate con il tema core, come ad esempio:

  • dove fare trading sulle materie prime
  • dove investire sulle materie prime
  • perchè investire in materie prime
  • su quali materie prime investire

Facendo luce su tutte queste questioni, siamo certi di offrire ai nostri lettori uno spunti concreti per comprendere se e quanto conviene investire in commodities nel 2023.

Cosa sono le commodities

materie prime

Cosa si intende per commodity? Quando sentiamo questo termine preso in prestito dall’inglese, ci stiamo semplicemente riferendo ad una materia prima che, molto spesso, viene usata anche per produrre beni tangibili.

Nel mondo degli investimenti non esiste un mercato così eterogeneo come quello delle commodities. All’interno di questo macro-gruppo, infatti, ci sono prodotti energetici, metalli preziosi, metalli industriali oltre che beni deperibili che derivano dal settore agricolo o dall’allevamento. Proprio in relazione al fattore deperibilità, possiamo distinguere tra:

  • hard commodities
  • soft commodities

Non è questo un trattato sulle commodities fisiche e quindi, per quello che riguarda le definizioni, ci fermiamo qui. Per approfondire c’è sempre la nostra guida su cosa sono le commodity.

A noi interessa solo capire come si può investire sulle commodity non in quanto bene ma in quanto strumento finanziario. In quali casi conviene? E con quali strumenti operativi?

E’ tempo di entrare nel vivo dell’argomento.

Perchè fare trading sulle commodities?

Chi fa trading sulle commodities finanziarie lo fa perchè punta ad avere un certo profitto. La motivazione è quindi la stessa del forex trading o di chi sceglie di comprare azioni.

Detto questo, investire in materie prime nel lungo periodo non è che sia poi tanto conveniente come si potrebbe pensare. A dirlo non siamo noi ma alcuni dati incontrovertibili: negli ultimi 10 anni il valore delle materie prime, al netto dell’inflazione, ha lasciato sul parterre il 10 per cento circa. Se pensiamo che nello stesso arco di tempo, le azioni globali hanno registrato una progressione del 10 per cento, possiamo subito sfatare un mito che a volte è duro a morire: il trading commodities non è poi così conveniente.

E allora se gli stessi numeri dicono che c’è di meglio che investire in materie prime, per quale motivo molti traders continuano a speculare su questo asset? I fatti dicono che le commodities sono presenti in tanti portafogli di investimento.

Lasciando perdere il caso in cui a decidere di investire in materie prime siano investitori alle prime armi attratti (ad esempio) dal boom che il prezzo dell’oro ha registrato in un certo momento, focalizziamo la nostra attenzione sui trader professionisti. Ebbene questi ultimi potrebbero essere spinti a fare trading sulle commodities, dal ruolo di investimento alternativo che questa asset class possiede. Le materie prime come strumento in grado di rendere migliore il rapporto tra rendimento e rischio di un portafoglio, contrastando gli effetti negativi legati all’inflazione.

A sostenere questa tesi è ad esempio Ray Dalio che, ritagliando uno spazio alla commodities nel suo portafoglio, è riuscito, lo scorso anno, a limitare tantissimo i danni causati sui suoi rendimenti della performance negativa dell’azionario.

Per saperne di più sul trading commodities, è possibile aprire un conto demo da 100mila euro virtuali con il broker eToro e iniziare a fare pratica senza rischi.

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Quando fare trading sulle materie prime?

Alla luce di quanto detto in precedenza, quando conviene fare trading sulle commodities? Per la serie, ci sono situazioni in cui conviene di più e altre in cui non conviene affatto? A prescindere dall’orientamento del trader, possiamo dire che un grande peso lo ricopre il contesto di riferimento.

I trader dovrebbero investire in commodities nel momento in cui il trend sottostante si rafforza e i prezzi sono al rialzo. Negli ultimi 2 anni (2021 e 2022) si è verificata una situazione simile e i prezzi di molte commodities hanno registrato un balzo in avanti.

Ad esempio, negli anni post covid il rialzo delle quotazioni delle materie prime è avvenuto perchè l’aumento della domanda non è stato seguito da un rialzo dell’offerta (difficile che la produzione di una commodity possa essere incrementata in un breve lasso di tempo).

Al pari allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, beni alimentari come il grano hanno iniziato a scarseggiare e da qui il rally dei prezzi.

Operativamente l’investitore dovrebbe basare le sue strategie operative sul rapporto di correlazione esistente tra un paniere di materie prime su cui si sta rivolgendo la sua attenzione e altre asset class che che fanno sempre parte del suo portafoglio.

In epoca recente è proprio l’andamento delle materie prime rispetto agli investimenti tradizionali pur presenti nei portafogli di investimento, ad aver permesso a questi ultimi di non farsi travolgere dal ribasso dei mercati.

Forse può anche interessarti —Trading materie prime: 10 consigli per avere successo

Come fare trading sulle commodities

Dopo aver chiarito perchè fare trading sulle commodities e quando farlo, possiamo ora passare alla parte più concreta di questa guida ossia come investire sulle materie prime.

Sgombriamo il campo da ogni equivoco chiarendo che qui nessuno invita ad investire su commodities reali. Parliamo sempre di materie prime finanziarie.

Ebbene di strade a disposizione ce ne sono un bel pò. Eccole in elenco:

  • investire in materie prime comprando azioni specifiche ossia titoli di società che producono e commercializzano il prodotto di interesse (ad esempio un titolo oil per speculare sull’andamento della quotazione petrolio).
  • investire in materie prime comprando un ETF specializzando sulle commodities (ce ne sono una marea). Dal nostro punto di vista, meglio gli ETF delle azioni singole
  • investire in materie prime sottoscrivendo quote di fondi comuni da comprare presso la propria banca. I fondi comuni sono strumenti di investimento a gestione attiva messi assieme dallo stesso gestore.
  • investire in materie prime attraverso i contratti futures. Tali contratti prevedono il cash settlement vale a dire il pagamento o l’incasso della differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita del contratto stesso

E proprio di quello che secondo noi è uno dei migliori strumenti derivati per fare trading sulle commodities, ossia i CFD, parleremo nel prossimo paragrafo.

Trading sulle commodities con i CFD

I CFD (Contratti per Differenza) sono uno degli strumenti derivati più utilizzati per investire sulle materie prime. Il motivo di questo successo è da ricercare nella struttura molto interessante degli stessi CFD. Tanto per iniziare essi non implicano mai il possesso fisico dell’asset tradato ma consistono solo in speculazione sulla differenza di prezzo tra vendita e acquisto.

In secondo luogo i CFD permettono di investire in entrambe le direzioni e quindi sia al rialzo che al ribasso. Ciò significa che si può speculare su un apprezzamento (e in tal caso parliamo di long trading) ma anche su un deprezzamento (e quindi siamo nello short trading).

C’è poi la possibilità di applicare anche una leva finanziaria grazie alla quale è possibile incrementare la portata del portata del proprio investimento (ma sale anche il livello di rischio).

E per finire i CFD permettono di usare una serie di strumenti di protezione del proprio capitale come ad esempio gli stop loss.

Ora quando parliamo di trading sulle commodities con i CFD diventa fondamentale prestare molta attenzione nella scelta del broker che viene usato. Su questo sito è possibile trovare solo i migliori broker Forex e CFD ossia quelli che sono autorizzati ad operare nel nostro paese e che rispettano la legge.

Esempi in tal senso sono eToro e Plus500.

Trading commodities su eToro

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Con eToro si può fare trading su tantissime commodities (sia hard che soft) operando sempre dalla stessa piattaforma. Lo strumento di investimento disponibile è il CFD. Ciò significa che con eToro non si compra oro fisico ma si specula sull’andamento dei CFD sull’oro.

In tutto le materie prime disponibili per il trading su eToro sono 26. Tantissime e quindi è inutile elencarle qui e preferiamo rimandare al sito ufficiale del broker.

Il broker eToro è conosciutissimo in tutto il mondo grazie al copy trading ossia alla possibilità di copiare i traders migliori (in questo caso quelli sulle commodity) e quindi trarre profitto nel caso in cui il loro posizionamento sia profittevole (in caso contrario scattano le perdite).

Oltre al copy trading ci sono tantissimi altri strumenti che eToro offre. Il modo migliore per conoscere il broker è aprire un conto demo gratuito da 100mila euro.

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Trading commodity su Plus500

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Ci sono alternative ad eToro che sono altrettanto affidabili? La risposta è si e una di queste è Plus500. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un broker autorizzato operare in Italia che permette di fare trading sulle commodities attraverso i CFD.

Anche la proposta di Plus500 è molto vasta e quindi rimandiamo al sito ufficiale del broker per saperne di più.

Il trading di CFD su materie prime è disponibile su Plus500 con una leva fino a 1:20. Il deposito minimo richiesto è di 100 € e con questo, grazie alla leva, si può ottenere un effetto capitale di 2.000 €!

Sulla piattaforma di trading di Plus500 è inoltre possibile definire in modo facilitato Stop e Limiti in modo tale da richiedere la chiusura di posizioni a un tasso specifico.

Anche Plus500 offre la modalità demo che è fondamentale per fare pratica senza rischi.

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Trading commodities: conviene investire nel 2023?

Contrariamente a quello che pensano molti investitori alle prime armi, fare trading sulle commodities implica una serie di rischi che, spesso, si tende erroneamente a sottovalutare. Ci sono una serie di fattori che condizionato l’andamento non solo di singole commodity ma anche di gruppi di materie prime. Pensiamo ad esempio all’espansione della produzione di petrolio da parte dell’OCSE. Anche gli eventi esterni possono condizionare la domanda di una certa materia prima (mai scordare ad esempio quello che avvenne nella prima fase del covid quando i prezzi del petrolio precipitarono.

C’è poi il rischio valutario che deriva dal fatto che molte materie prime sono quotate in dollari Usa.

In conclusione alla domanda se conviene in investire in materie prima nel 2023 non si può rispondere in modo secco. Ciò che però possiamo affermare è che un investitore non dovrebbe mai investire sulle commodities ma al contrario inserirle in un portafoglio diversificato. Chi è alle prime armi, inoltre, non dovrebbe mai andare oltre l’oro e l’argento.

Inoltre, prima di iniziare ad operare con soldi reali, sempre la pratica con il conto demo come quello di eToro.

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Ed ecco alcune previsioni sulle più importanti materie prime per il 2023:

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