Materie prime previsioni 2024: quali saranno le migliori su cui investire?

Punti di vista diversi sulle previsioni materie prime 2024 - BorsaInside

Il 2023 non è stato un anno semplice per le materie prime ma è proprio per questa ragione che nel nuovo anno il settore dovrebbe essere guardato con un occhio di riguardo dagli investitori interessati al profitto. Il motivo è semplice: un 2023 deludente ha reso molto convenienti i prezzi di alcune materie prime specifiche e se a ciò si aggiunge che le prospettive di crescita di alcune commodity sono decisamente interessanti, si comprende perchè il 2024 potrebbe essere l’anno di alcune materie prime.

Il punto è essenzialmente uno: capire quali potrebbero essere le migliori materie prime 2024. Oramai il mercato delle commodity è molto ampio con tante opzioni di scelta. Saper fare la giusta scrematura è il primo passo per una strategia trading che punta al profitto.

L’argomento di questo articolo sono appunto le previsioni 2024 delle materie prime con focus sulle migliori commodity.

Se qualcuno sta pensando che il mercato delle materie prima è complesso perchè comunque è necessario affrontare il problema della custodia degli asset (pensiamo ad esempio all’oro o all’argento), possiamo subire che è fuoristrada. Oggi con broker come ad esempio eToro è possibile fare trading sulle commodity attraverso uno strumento derivato come i CFD che permette di speculare sia al rialzo che al ribasso senza il possesso fisico del sottostante.

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Come si sono mosse le materie prime nel quarto trimestre 2023

barre di oro
L’oro tra le poche materie prime a performare bene nel 2023 – BorsaInside

Quando si parla di previsioni nel mondo del trading, ogni discorso è campato in aria se non c’è un riferimento a quello che è avvenuto in precedenza. Solitamente si fa riferimento all’anno precedente, quindi il 2023, tuttavia sarebbe più utile avere un focus sul periodo più a ridosso possibile ossia il quarto trimestre 2023.

Alcune indicazioni importanti si possono avere guardando all’indice Morningstar US Basic Materials che è riuscito a tenere nel posizione nel periodo ottobre-dicembre 2023 chiudendo in modo allineato al benchmark di riferimento (+11,50 per cento per il Morningstar US Large Mid Cap e +10,5 per cento per il benchmark). Il problema è che anno su anno le cose non sono andate poi così bene visto che l’indice ha sottoperformato il mercato americano. Sembra inverosimile ma per chi investe in materie prime è quasi andata meglio in Europa visto che lo scarto nei confronti del benchmark è restato sotto ai 400 punti base sui 12 mesi mentre nel quarto trimestre l’indice ha fatto meglio con un rialzo di circa il 4 per cento.

Questo in generale e per quello che riguarda le migliori materie prime del quarto trimestre 2023? Anche in questo caso non è che ci sono state tante sorprese. La quotazione dell’oro è salita del 13 per cento, quella del rame del 1,19 per cento e per il resto è stata tutta una sequenza di segni negativi. Certo c’è chi è andato meglio, come l’argento e il platino che hanno limitato le perdite chiudendo rispettivamente a -0,66 per cento e a -7,67 per cento e chi è andato peggio come il piombo, il nickel e il gas naturale che hanno rimediato perdite tra il 38 e il 45 per cento. Per la quotazione gas naturale, in particolare, il 2023 nel suo insieme è stato un anno da dimenticare.

Previsioni materie prime 2024: ecco le migliori secondo gli analisti

Tenendo ben a mente l’eredità del 2023 ci possiamo adesso spostare al nuovo anno. Quali sono le previsioni delle materie prime per il 2024? Quali saranno le migliori?

A queste due domanda hanno risposto tutta una serie di analisti. Le loro analisi non sono convergenti, tuttavia sono utili per poter tracciare un trend.

Iniziamo con una view improntata sul pessimismo: quella degli analisti di Macquarie. Per gli esperti il 2024 del settore non sarà poi tanto diverso dal 2023. La debolezza aggregata proseguirà anche perchè la crescita economica degli Usa subirà un rallentamento mentre sia il Pil dell’Europa che quello della Cina, nella migliore delle ipotesi sarà tiepido.

Tra le migliori materie prime 2024 Macquarie cita il cacao evidenziando il fatto che i futures sul cacao sia saliti nell’anno appena chiuso al massimo degli ultimi 46 anni gettando le basi per un ottimo 2024 grazie anche allo scarso raccolto nella regione di produzione più importante quella dell’Africa occidentale.

Anche sul ferro la view è positiva visto che per gli esperti le politiche cinesi di sostegno del mercato immobiliare, potrebbero avere come effetto il rialzo del valore di questo metallo.

Viceversa l’aumento dell’offerta di petrolio, gas e carbone potrebbe impattare negativamente su questi asset nel corso del 2024 come già avvenuto nel 2023. Macquarie ricorda che la crescita della produzione non OPEC dominerà nel 2024 con una produzione record di oil e liquidi in Usa, Brasile e Canada. In merito alla quotazione petrolio, gli esperti prevedono che prezzi del Brent e del WTI possano raggiungere una media di 77 e 73 dollari al barile nel 2024.

Più ottimisti gli analisti di Citi per i quali sia il prezzo dell’oro che la quotazione dell’argento potrebbero aumentare entro metà nuovo anno a causa del boom della domanda conseguente alle necessità del mercato di coprirsi dai rischi di ribasso delle azioni.

Sicuramente non farà parte delle migliori materie prime 2024 il nichel le cui quotazioni anche nel nuovo anno soffriranno a causa del forte surplus che caratterizza questa commodity.

Per conoscere le previsioni 2024 delle più importanti materie prime si può fare riferimento a queste analisi:

Come investire sulle materie prime nel 2024: il parere di Goldman Sachs

Anche Goldman Sachs si è espressa sulle previsioni materie prime 2024. La banca d’affari Usa si è chiesta come investire sulle commodity nel nuovo anno. La sua raccomandazione è andare lunghi perchè i prezzi saranno più alti del 2023 e ci potrebbe essere un forte carry.

Secondo gli esperti una serie di fattori convergenti tra cui la diminuzione del peso delle politiche monetarie, l’attenuarsi del rischio recessione e la flessione del destocking industriale saranno elementi di supporto sia della domanda che delle quotazioni delle commodity.

In questo contesto, il prezzo del Brent nel 2024 dovrebbe attestarsi su un valore medio di 92 dollari al barile contro i 98 dollari di una precedente stima mentre, per quello che riguarda i metalli, a causa della forte domanda green ci potrebbe essere una flessione anche marcata del valore del rame e dell’alluminio. Il primo, in particolare, è stimato a 9.200 dollari la tonnellata rispetto ai precedenti 12.000 dollari la tonnellata.

Per quello che riguarda il gas naturale, invece, sia la questione dell’interruzione delle forniture che un inverno più freddo rappresentano rischi al rialzo su previsioni che, nello scenario base, sono comunque improntate su un segno nullo.

Fin qui numeri e stime ma come operare concretamente? Come abbiamo già accennato in precedenza non serve comprare materie prima fisiche ma si può tranquillamente speculare con i CFD (esempio CFD oro, CFD gas naturale e così via) grazie quali si può sfruttare il meccanismo della leva finanziaria per amplificare la portata dell’investimento (ma salgono anche i rischi).

Tra i migliori broker CFD che si possono usare consigliamo:

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