Dividendi 2019, ecco le società che aumenteranno le cedole

dividendi

Uno sguardo iniziale ai dividendi 2019 delle principali società quotate in Borsa Italiana.

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Aggiornamento 7 novembre 2018

Nel periodo compreso tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019, alcune società di primo piano di Borsa Italiana staccheranno il rispettivo acconto sul dividendo. Una scelta simile sarà attuata da alcune big del Ftse Mib come Eni, Tenaris, Recordati, Enel e Snam. Accanto agli acconti sul dividendo 2019, relativo all'esercizio 2018, ci saranno poi le cedole ordinarie di società come Mediobanca o Danieli il cui bilancio non coincide con quello dell'anna solare come invece avviene normalmente per la maggior parte delle società del Ftse Mib Italia All-Share. 

I dividendi di fine anno 2018 e inizio 2019 sono quindi di due tipi diversi: cedole a titolo di acconto e dividendi relativi a bilanci. 

Acconti dividendi 2019 di fine 2018 

A staccare l'acconto sul dividendo saranno le seguenti società del Ftse Mib: Enel (0,14 euro con data di stacco il 21 gennaio); Snam (0,0995 euro con data di stacco il 21 gennaio 2019); Tenaris (0,19 dollari con data di stacco il 19 novembre 2018); Recordati (0,45 euro con data di stacco il 19 novembre 2018). 

Dividendi ordinari 2019 con stacco a fine 2018 

A staccare il dividendo ordinario saranno Assiteca (0,07 euro con data di stacco il 27 dicembre 2018); Danieli azioni ordinarie (0,1 euro con data di stacco il 19 novembre 2018); Danieli azioni risparmio (0,1207 euro con data di stacco il 19 novembre 2018); STM (dividendo trimestrale di 0,06 dollari con data di stacco il 17 dicembre 2018); Mediobanca (0,47 euro con data di stacco il 19 novembre 2018). 

Dividendi 2019 previsioni 

Anche se mancano ancora diversi mesi al momento in cui le società quotate in Borsa staccheranno i dividendi 2019, non è certamente presto per poter compiere qualche valutazione su quello che potrebbe avvenire nelle entità cedolari del prossimo anno.

L’orientamento – premettiamo – sembra essere positivo. Al di là dei rischi che si aggirano sull’Italia, la policy dei consigli di amministrazione sembra essere confortante e, dunque, le stime di consensus ci dicono che la maggior parte delle società principali quotate a Piazza Affari dovrebbe portare in incremento il proprio dividendo. Ma come? E chi ritoccherà in aumento il dividendo 2019 rispetto a quello 2018?

Partiamo dalle banche. Facendo una media delle principali previsioni, ad incrementare il dividendo dovrebbe essere Banca Generali (da 1,25 euro a 1,3 per azione), BPER Banca (da 0,11 euro a 0,15 euro), Mediobanca (da 0,47 a 0,49), UBI Banca (da 0,11 a 0,13) e Unicredit (da 0,32 a 0,36). Per quanto concerne il big italiano, Intesa Sanpaolo, le previsioni sono miste, e alcuni analisti ritengono che in realtà il dividendo potrebbe essere confermato più o meno sugli stessi livelli già conosciuti (0,203 euro).

Per ciò che concerne le altre società parte del FTSE MIB, il dividendo atteso per il 2019 dovrebbe crescere per A2A (da 0,0578 euro a 0,07 euro), per Brembo (da 0,22 euro a 0,23 euro), per Buzzi Unicem (da 0,12 euro a 0,22 euro) e per CNH Industrial (da 0,14 euro a 0,22 euro). Sempre tra i big, Enel dovrebbe incrementare il dividendo 2019 (da 0,237 a 0,28) e simile atteggiamento dovrebbe essere seguito da Eni (da 0,8 euro a 0,83 euro), da Exor (da 0,35 euro a 0,37 euro) e, ancora in galassia ex Fiat, da FCA (che nel 2018 non ha distribuito dividendi, e che nel 2019 dovrebbe staccarne uno da 0,23 euro per azione). Anche Ferrari dovrebbe aumentare in modo significativo il dividendo, portandolo da 0,71 euro a 1,04 euro per azione.

Scorrendo le altre previsioni, Mediaset nel 2018 non ha distribuito dividendo ma potrebbe staccare una cedola di 0,09 euro per azioni nel 2019, così come Pirelli, a secco di dividendi nel 2018, ma con cedola da 0,17 euro in possibile arrivo per il 2019. Dividendo previsto in incremento per Poste Italiane (da 0,42 euro per azione a 0,44 euro), Moncler (da 0,28 euro a 0,33 euro), Prysmian (da 0,43 euro a 0,45 euro), Recordati (da 0,85 euro a 0,91 euro), Snam (da 0,2155 euro a 0,22 euro), Terna (da 0,22 euro a 0,23 euro).

Infine, grande attesa per Telecom Italia, che nel 2018 non ha staccato dividendo, e che gli analisti sono convinti proporrà ai propri azionisti un dividendo 2019 pari a 0,01 euro per azione.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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